caneciccio ha scritto1) qualcuno può correggere il titolo del post? nouvelle cuisine grazie...
sennò poi davero-davero ce prendono in giro eh...
2) una degustazione è un discorso a sè, vero, e va calibrata; ma alla carta, quando una pietanza viena fatta pagare (come da alice) intorno ai 20 euro se non di più (leggere rece di robchswiss per i prezzi), io esigo che abbia anche una certa quantità oltre che qualità...
perchè cambiare il titolo? è una domanda e alle domande, con cortesia, si risponde.
Anzi i vari interventi hanno intelligentemente riproposto il problema, che molti ristoratori sottovalutano, del rapporto
quantità/prezzo. mentre quello con la qualità pare essere prevalente (nei giudizi della recensione c'è questo outcome) quell'altro viene vissuto come
"basta magnà e riempir la panza".
gorgonzola, nocciole, rape rosse come antipasto a 15 euro appare, vista la semplicità delle materie prime, come valorizzazione del lavoro di preparazione: non mi aspetto però un "assaggino".
capesante, gnocchetti di patate e topinambur come secondo a 24 euro: vale lo stesso discorso.
asparagi, formaggella, verdure di primavera, vellutata di piselli e peperone candito come antipasto a 22 euro: idem.
Filetto di ricciola, soia e aceto balsamico, carota e soia croccante come secondo a 30 euro: idem.
and so on...
il limite tra la "degustazione" e la "mini porzione" appare a volte molto sottile.
est modus in rebus.
dopo la prima volta
il cliente deciderà se ritornare in quel locale
