Mauro1980 ha scrittocosa teorizza l'AIS? ossidazioni veloci? o volatilizzazioni? a altro...decadimento generale senza più miglioramento. La coglionata solenne è che non è vero, sia per presupposti scientifici (è un vino come tutti gli altri, tra l'altro con acidità elevatissime e la carbonica che aiuta nella conservazione , che predispongono quindi a grandi invecchiamenti) che empirici, dopo decenni di bevute di Champagne anche dopo conservazioni prolungatissime, sia prima che dopo sboccatura. Chiaro, se la perdita di gas è importante a causa di un tappo difettoso o di un posizionamento errato in cantina (ideale a testa in giù) o secondo le variabili che tutti conosciamo, il vino si perde con gli anni, ma non è vero che non ha resistenza o addirittura non migliora, anzi... chiaramente , come logica, esiste un limite a tutto, ma non è infrequente bere Champy straordinari dopo diversi anni dalla sboccatura...
Cosa pensi tu invece?
inappetente ha scrittoMauro1980 ha scrittocosa teorizza l'AIS? ossidazioni veloci? o volatilizzazioni? a altro...decadimento generale senza più miglioramento. La coglionata solenne è che non è vero, sia per presupposti scientifici (è un vino come tutti gli altri, tra l'altro con acidità elevatissime e la carbonica che aiuta nella conservazione , che predispongono quindi a grandi invecchiamenti) che empirici, dopo decenni di bevute di Champagne anche dopo conservazioni prolungatissime, sia prima che dopo sboccatura. Chiaro, se la perdita di gas è importante a causa di un tappo difettoso o di un posizionamento errato in cantina (ideale a testa in giù) o secondo le variabili che tutti conosciamo, il vino si perde con gli anni, ma non è vero che non ha resistenza o addirittura non migliora, anzi... chiaramente , come logica, esiste un limite a tutto, ma non è infrequente bere Champy straordinari dopo diversi anni dalla sboccatura...
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Perbacco ha scrittoinappetente ha scrittoMauro1980 ha scrittocosa teorizza l'AIS? ossidazioni veloci? o volatilizzazioni? a altro...decadimento generale senza più miglioramento. La coglionata solenne è che non è vero, sia per presupposti scientifici (è un vino come tutti gli altri, tra l'altro con acidità elevatissime e la carbonica che aiuta nella conservazione , che predispongono quindi a grandi invecchiamenti) che empirici, dopo decenni di bevute di Champagne anche dopo conservazioni prolungatissime, sia prima che dopo sboccatura. Chiaro, se la perdita di gas è importante a causa di un tappo difettoso o di un posizionamento errato in cantina (ideale a testa in giù) o secondo le variabili che tutti conosciamo, il vino si perde con gli anni, ma non è vero che non ha resistenza o addirittura non migliora, anzi... chiaramente , come logica, esiste un limite a tutto, ma non è infrequente bere Champy straordinari dopo diversi anni dalla sboccatura...
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Direi ad Inapp, spiegazione perfetta e' molto chiara. Ho visto che fate un'altra bella mangiata e bicchierata. Purtroppo anche questa volta non posso aggregarmi a voi. Sarà per la prox.
Perbacco ha scrittoCarissimo, sul corso posso dirti che finito l'esame vi ho pensato immensamente, e immaginavo cosa stavate bevendo e sopratutto mangiando, sono stato relazionato da un amico comune Mangione. Il livello del corso che ho svolto e' il 3 quindi penultimo step per la qualifica di Maestro Assaggiatore ed una volta conseguito quest'ultimo grado c'e' l'iscrizione alla camera di commercio. Il livello prendeva in esame la categoria dei salumi Cotti, e devo dirti la verità e' stato molto interessante capire certi meccanismi per questo ramo della salumeria, posso dirti che ho degustato una mortadella a cinque stelle, veramente gustosa e saporita, poi per il resto nella norma diciamolo pure standard. Ho scoperto tante cose per i prosciutti cotti, infatti adesso fresco di questa esperienza prima di comprare un salume cotto leggo molto attentamente l'etichetta. Se hai piacere la prox. Volta Che ci vediamo alle bicchierate e mangiate ti do qualche info a riguardo.
A presto!!
inappetente ha scritto...la didattica AIS quasi dissuade di conservare spumanti dopo sboccatura e di di consumarli quanto prima perchè inevitabilmente votati al decadimento velocissimo: raramente ho ascoltato cazzata più epica, tanto da litigare anche pubblicamente con tanti "colleghi" relatori (sono relatore da almeno quindici anni... relatore "pentito" ...)che abbindolavano i poveri corsisti con siffatte enobestialità e cretinerie seriali...
maxb. ha scritto...sei stato fortunato o, semplicemente, troppo giovane. Riesumo qualche testo d'antan, ma mai potrei replicare, quindi devi fidarti, le corbellerie di tanti relatori che ho dovuto , mio malgrado, ascoltare nelle loro periodiche asinate sul tema, tutti allineati e coperti nella loro mediocre conoscenza del tema...inappetente ha scritto...la didattica AIS quasi dissuade di conservare spumanti dopo sboccatura e di di consumarli quanto prima perchè inevitabilmente votati al decadimento velocissimo: raramente ho ascoltato cazzata più epica, tanto da litigare anche pubblicamente con tanti "colleghi" relatori (sono relatore da almeno quindici anni... relatore "pentito" ...)che abbindolavano i poveri corsisti con siffatte enobestialità e cretinerie seriali...
mai, mai sentito niente del genere in tutti i e tre i livelli del corso...
inappetente ha scrittomaxb. ha scritto...sei stato fortunato o, semplicemente, troppo giovane. Riesumo qualche testo d'antan, ma mai potrei replicare, quindi devi fidarti, le corbellerie di tanti relatori che ho dovuto , mio malgrado, ascoltare nelle loro periodiche asinate sul tema, tutti allineati e coperti nella loro mediocre conoscenza del tema...inappetente ha scritto...la didattica AIS quasi dissuade di conservare spumanti dopo sboccatura e di di consumarli quanto prima perchè inevitabilmente votati al decadimento velocissimo: raramente ho ascoltato cazzata più epica, tanto da litigare anche pubblicamente con tanti "colleghi" relatori (sono relatore da almeno quindici anni... relatore "pentito" ...)che abbindolavano i poveri corsisti con siffatte enobestialità e cretinerie seriali...
mai, mai sentito niente del genere in tutti i e tre i livelli del corso...
maxb. ha scritto...tenuto conto che non mi piace generalizzare, che sono Sommelier da 20 anni AIS , che ho tanti amici nella sommellerie con cui discuto, costruttivamente, ad ogni occasione ; che ho organizzato corsi AIS assieme al delegato regionale; che credo fermamente nel ruolo della Sommellerie come divulgatrice ed evangelizzatrice della cultura del bere , in verità ti dico che ... che il livello si sta solo adeguando ad una esigenza più elevata di conoscenza dei fruitori, un pò per moda e un pò per necessità: il web ha democratizzato decisamente la conoscenza, i gruppi di appassionati hanno permesso una crescita personale che nessun corso ha mai potuto nel passato, né può attualmente e né potrà mai in futuro eguagliare. Ergo, se vuoi sopravvivere,come associazione , devi aggiornarti, migliorare decisamente la qualità della proposta formativa , svecchiare il concetto di vino alimento o strettamente legato all'abbinamento col mangiare, retaggio, ahimé , di una didattica destinata esclusivamente a camerieri specializzati e non a divulgatori del pianeta vino.SE il livello didattico non si fosse adeguato al livello degli studenti, attualmente si vedrebbero scene ilari di "studenti" che perculano senza soluzione di continuità i propri docenti e utilizzerebbero i loro "sacri testi" principalmente come starter della carbonella nella grigliata domenicale oppure per una scomoda pratica igienica di fine defecazione. Sei contento del livello e preoccupato dell'esito dell'esame? Per quale motivo? Se ti serve per lavoro, stai tranquillo che con dedizione e passione riuscirai ad integrare quanto imparato ai corsi anche se il percorso sarà lungo ed arduo. Nel secondo caso è un pezzo di carta come tanti altri che ti servirà esclusivamente se operi nella ristorazione per spuntare qualche euro in più nella busta paga oppure legittimarti nella vestizione un pò buffa da pinguino con la tazza d'argento (quasi sempre ossidata) al collo e contestualizzare frequenti teatrini con il pisoir (decanter) per strappare qualche gridolino d'approvazione al cliente di turno parzialmente enoacculturato...inappetente ha scrittomaxb. ha scritto...sei stato fortunato o, semplicemente, troppo giovane. Riesumo qualche testo d'antan, ma mai potrei replicare, quindi devi fidarti, le corbellerie di tanti relatori che ho dovuto , mio malgrado, ascoltare nelle loro periodiche asinate sul tema, tutti allineati e coperti nella loro mediocre conoscenza del tema...inappetente ha scritto...la didattica AIS quasi dissuade di conservare spumanti dopo sboccatura e di di consumarli quanto prima perchè inevitabilmente votati al decadimento velocissimo: raramente ho ascoltato cazzata più epica, tanto da litigare anche pubblicamente con tanti "colleghi" relatori (sono relatore da almeno quindici anni... relatore "pentito" ...)che abbindolavano i poveri corsisti con siffatte enobestialità e cretinerie seriali...
mai, mai sentito niente del genere in tutti i e tre i livelli del corso...
può darsi. magari nel frattempo si sono resi conto delle lacune e hanno incrementato il livello di preparazione. tant'è vero che ora l'esame finale, scritto e orale è un arduo da superare. (ad esempio io temo per me....) in generale, salvo un caso di arroganza ridicola, ho trovato gente competente, in due o tre casi dei veri pozzi di conoscenza ( tra cui un medico di novara di cui saprai....) anche perchè sto studiando un po sui loro testi e contestualmente confrontando con del materiale reprito su alcuni siti di enologi; la mia conclusione è che la didattica ais, così come l'ho conosciuta io, non mi pare da buttare. forse bisognosa di qualche aggiornamento, ma non male nel complesso.
inappetente ha scrittoSei contento del livello e preoccupato dell'esito dell'esame? Per quale motivo? Se ti serve per lavoro, stai tranquillo che con dedizione e passione riuscirai ad integrare quanto imparato ai corsi anche se il percorso sarà lungo ed arduo. Nel secondo caso è un pezzo di carta come tanti altri che ti servirà esclusivamente se operi nella ristorazione per spuntare qualche euro in più nella busta paga oppure legittimarti nella vestizione un pò buffa da pinguino con la tazza d'argento (quasi sempre ossidata) al collo e contestualizzare frequenti teatrini con il pisoir (decanter) per strappare qualche gridolino d'approvazione al cliente di turno parzialmente enoacculturato...